Manoscritto Voynich
[da Target 83/02 - Mensa Lombardia]
Nel 1912 Wilfred M. Voynich, acquistò dal Collegio dei gesuiti
di Villa Mondragone, a Frascati, un manoscritto medievale
di 235 pagine, scritto in un alfabeto sconosciuto ed
in quella che parrebbe essere una lingua sconosciuta o cifrata. Voynich
era uno scienziato e bibliofilo americano di origine polacca. Era genero
di George Boole, il logico, e marito di Ethel Lillian Voynich, una scrittrice
inglese
molto nota in URSS e in Cina per "The Gadfly" (il Tafano) un
romanzo rivoluzionario. Voynich, che, mancando, un titolo intelleggibile,
diede il suo nome al manoscritto, desiderava farlo decrittare e ne
fece avere delle copie fotografiche a una serie di esperti: crittologhi,
linguisti, storici... Ma nonostante tutti gli sforzi, il libro
a tutt'oggi non è ancora stato decifrato. Venne venduto
ad un
antiquario newyorkese nel 1961 per la "modica" somma di 24.500
dollari. Questi valutò il volume a 160.000 dollari, ma non fece
un buon affare, perchè non riuscì a trovare un compratore.
Alla fine lo
donò all'università di Yale, dove è tuttora conservato
alla Biblioteca Beinecke di manoscritti e libri rari con il numero di
catalogo MS 408. L'autore, l'argomento e il significato del manoscritto
sono misteri insondabili. Nessuno, ammesso che riesca a decifrarlo, potrebbe
dire in quale lingua sarebbe stato scritto il testo. Fantasiose immagini
di donne nude, strane invenzioni e flora e fauna inesistenti allettano
il presunto decifratore. Schizzi a colori nell'impegnativo stile di un
erbario medioevale raffigurano fiori e spezie mai comparsi sulla Terra
e costellazioni mai viste in cielo. Progetti di strani impianti idraulici
ultraterreni mostrano ninfette che sguazzano in vasche a semicupio collegate
da diramazioni di tubi a gomito. Il manoscritto ha il misterioso
fascino di un libro perfettamente sensato. Le figure rappresentano
alcuni argomenti del testo o sono un inganno? Nessuno puo' dirlo. Vi e'
chi ha avanzato l'ipotesi che sia un libro perfettamente sensato proveniente
da un altro universo.
Il fascino del manoscritto di Voynich e' misterioso e assoluto. Una lettera
scritta nel 1666 afferma che l'imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo
II di Boemia (1552-1612) acquisto' il
manoscritto per 600 ducati d'oro. Potrebbe averlo acquistato dal dottor
John Dee, un disinvolto astrologo e matematico che viaggiava sulle ali
della fortuna da una corte regale all'altra. Rodolfo
pensava che il manoscritto fosse stato redatto dal frate e filosofo inglese
Ruggero Bacone (1220-92). Non a caso, visto che Roger Bacon, il "Doctor
Mirabilis" era diventato figura quasi mitica, per meta'
studioso e per meta' stregone. Bacone collezionava libri arcani. Conosceva
la polvere da sparo e lascio' intendere nei suoi scritti di conoscere
tante altre cose che non era pronto a rendere pubbliche. Al tempo della
sua morte le opere di Bacone erano considerate cosi' pericolose che furono
inchiodate alla parete della biblioteca di Oxford perche' si polverizzassero
al vento e alla pioggia.
Il testo appare come una serie di glifi, fatti da combinazioni di diversi
simboli di base. Ce ne sono 24 o 36 (a seconda dell'alfabeto usato a confronto)
per un totale di oltre 5000 sequenze di glifi
distinte. La corrente di pensiero attuale ritiene che ogni sequenza corrisponda
ad una parola. Ci sono poi un certo numero di simboli speciali (o rari)
che compaiono una o due volte soltanto nel testo. Il significato di questi
simboli e' incerto, sebbene si ritenga siano errori di trascrizione oppure
pittogrammi specifici (come il piccolo telefonino stilizzato che poniamo
davanti ai numeri di telefono).
Sono stati compiuti studi approfonditi dai crittologhi di tutto
il mondo, i piu' abili decifratori militari hanno sfidato il
manoscritto, da Herbert Yardley, il crittografo americano che risolse
il cifrario tedesco nella prima guerra mondiale e che decifro' un codice
diplomatico giapponese senza conoscere il giapponese, a John Manly, che
decifro' il codice Waberski, a William Friedman, che ebbe
la meglio sul "codice viola" giapponese, degli anni quaranta.
Nessuno ebbe successo. I migliori computer sono stati beffati da questo
codice, che resta inviolato e sovrano e sul quale sono stati
scritti fiumi di inchiostro. Si e' pensato che sia tutto un inganno...
ma autorevoli studiosi
hanno dimostrato che, con quasi certezza, non lo e'. Analisi sulle 'parole'
hanno rivelato che queste seguono la normale distribuzione dei linguaggi
naturali, anche se la loro lunghezza e', nella media,
piu' corta dell'inglese e del latino. Forse e' un linguaggio abbreviato,
o forse un linguaggio ancora piu' antico? Sembra pure che sia stato scritto
in due diversi linguaggi, il manoscritto inizia
infatti in un linguaggio, dove la parola "8AM" e' la piu' frequente.
Le ultime due sezioni pero' sono scritte con gli stessi glifi di base,
ma la distribuzione delle parole e' diversa - "8AM" non e' piu'
la parola piu' comune. Forse indice di un cambio di soggetto o di stile,
linguaggio o un miglioramento (ricostruzione) del cifrario. Senza una
apposita stele di Champollion, restera' forse per sempre un
mistero.
Quello che vediamo e' un linguaggio? E' un latino in cifra? Greco? Italiano,
Sanscrito? Ebraico? Alcuni simboli assomigliano a lettere dell'alfabeto
cirillico, glagolitico (antico bulgaro) ed etiopico. Il simbolo indicato
con "Y" sembra cinese. E' un alfabeto fonetico privato di un
linguaggio allora corrente? Nessuno lo sa. Non e' nemmeno chiaro se vi
sia un senso nella grammatica del linguaggio, quali parole possono seguire
le altre? Quali parole non si susseguono mai? Sappiamo che "8AM"
puo' comparire due volte successivamente, quindi di sicuro e' improbabile
che si tratti di una congiunzione. E soprattutto, il significato del contenuto
e' anche intrinseco alla struttura dei simboli? Oppure a una chiave del
cifrario andata perduta? O a tutte queste cose assieme? Le nostre
possibilita' di decifrarlo dipendono dal significato "contenuto"
tanto nella struttura dei simboli quanto negli ormai inconoscibili processi
mentali dell'autore. E' dubbio che Bacone, pur nella
sua grandezza, o qualsiasi altro autore medioevale sia stato in
grado di creare da solo un codice piu' sicuro delle decine di cifrari
militari dei secoli successivi che sono stati brillantemente
risolti. Il manoscritto di Voynich e' uno degli interrogativi piu' difficili
nello studio della conoscenza. Vi e' un fascino amaro nell'enigma del
manoscritto. Non e' solo la prospettiva di scoprire un diario medioevale,
un testo di magia, o un libro proibito di erotismo. Proprio per la sua
imperscrutabilita', il manoscritto Voynich e' un commento sulla fragilita'
della conoscenza. Forse consultando una delle tantissime copie del manoscritto
sareste in grado di decifrare questo rompicapo storico... cosa si perde
a
provarci?

Links:
http://www.voynich.nu/
http://www.dcc.unicamp.br/~stolfi/voynich/
http://www.museumofhoaxes.com/voynich.html
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